Gli innovatori sociali in Italia: la mappa di Ashoka

Chi sono Francesca Fedeli e Fighthestroke, Bill Niada e Magica Cleme, Dario Riccobono e AddioPizzotravel ?

Chi conosce RefugeeSCART, Cuntala, Casa NETural Matera, l’Alveare, la Locanda dei Girasoli, Locanda dei Buoni e Cattivi, Chi Rom e chi no?

Dove operano e che rapporto hanno con i più noti Roberto Covolo (Ex-Fadda), Davide Agazzi (RENA), Dario Riccobono (AddioPizzotravel), Luciana delle Donne (Made in Carcere), Daniel Tarozzi (Italia che Cambia), Daniele Marrannano (Addiopizzo), Marco Tognetti (Lama Development Agency), Luigi Ciotti (Libera), Davide del Maso (Avanzi) e altri?

Ashoka ha realizzato una mappatura degli innovatori sociali presenti nella penisola italiana: più di 1000 gli imprenditori sociali selezionati.

La ricerca, partita con l’ausilio di venti esperti di imprenditoria sociale in settori diversi, in regioni diverse e con background diversi, ha evidenziato un primo nucleo di innovatori sociali considerati più “popolari” sparsi su tutta la penisola. Ciascuno di loro ha via via indicato quelli che conosceva, considerava innovativi, emergenti, capaci, integrati ed efficaci creando una ulteriore mappa di imprenditori radicati nel territorio. Si è arrivati così ad evidenziare una rete di 1000 innovatori sociali.

La popolarità è stato un indicatore importante anche se non sempre i più nominati sono i migliori o i più efficaci: per Ashoka gli imprenditori sociali devono rispecchiare 5 criteri : nuova idea, creatività, intraprendenza e imprenditorialità, impatto sociale, fibra etica dell’imprenditore.

Da qui le differenziazioni utilizzate nella mappatura, dove i nominati sono suddivisi in affermati, novità, esperti e sostenitori , a seconda del loro grado di coinvolgimento nel tema. All’interno di queste categorie spiccano figure di imprenditori, esperti di tematiche sociali e piccoli innovatori, fondatori di no profit o presidenti di associazioni sociali. O semplicemente cittadini che scelgono di sognare un cambiamento.

La mappa parla, racconta tante storie. Quali imprenditori si conoscono, chi si stima, chi collabora da nord a sud? Chi non interagisce pur occupandosi di tematiche simili? Perchè? La mappa servirà da punto di partenza per comprendere l’ecosistema. Ashoka si vuole fare portatore di interesse, e trampolino di lancio internazionale, per tutti quelli innovatori sociali che vogliono crescere, imparare, mettersi in gioco e “scalare”

La questione di genere resta uno degli aspetti su cui riflettere: dalla mappatura sono emerse solo 336 donne, contro i 725 uomini. Perché questa differenza, quando è risaputo che l’impegno sociale non è una prerogativa maschile e che l’universo italiano del no profit è largamente al femminile?

L’Italia suddivisa in 7 regioni [1]

La mappa ha evidenziato il primato del Sud (249 nomination) seguito da Lombardia (229), Centro Sud (187), Centro Nord (156), Nordovest (91), Nordest (86) ed estero (19). La regione con il maggior numero di nomination è quindi la Lombardia (229): al secondo e terzo posto rispettivamente Lazio (141) e Puglia (86), seguite da Emilia Romagna (76), Piemonte (70), Campania e Sicilia (63 ciascuna), Veneto (50), Toscana (47) e Sardegna (45). Da tutte le altre regioni sono emerse meno di 25 nomination.

Perché l'Italia?

In un paese con un livello di disoccupazione pari al 12,6% [2](41,3% se si considera la giovanile [3]), il settore del no-profit e dell’impegno sociale è un ambito di grande rilevanza, che conta 301191 unità attive, più di 680.000 addetti e oltre 4758000 volontari[4].

Da qui l’importanza della mappatura realizzata da Ashoka, da questo la necessità di comprendere l’attuale ecosistema per evidenziare eccellenze, punti deboli e aspetti da migliorare.

Le Persone

Molti degli imprenditori sociali hanno fatto del loro lavoro una missione di vita, radicata nella loro storia personale. C’è chi, come Francesca Fedeli, fondatrice di Fighthestroke, ha fatto della malattia del figlio Mario un’opportunità, dedicando la sua vita a un’organizzazione che si occupa di diffondere diagnosi e interventi precoci per aiutare i bambini colpiti da ictus. Allo stesso modo Bill Niada, fondatore di Magica Cleme, ha fatto del lutto per la morte della figlia Clementina la chiave di volta del suo impegno per rendere più allegre le ore trascorse in ospedale dai bambini affetti da gravi malattie. Dario Riccobono, invece, dopo aver vissuto da vicino la strage di Capaci i ha deciso che non poteva restare a guardare ed ha fondato AddioPizzotravel, impresa turistica siciliana che organizza viaggi in luoghi pizzo free.

I Temi

L’ecologia e il riciclaggio: in questo settore opera RefugeeSCART, attiva a Roma nell’ambito del riciclo artistico, nella creazione di oggetti realizzati da rifugiati. Molte anche le attività nel campo dell’educazione innovativa, come Cuntala, giochi divertenti e creativi che superano le divisioni tra nazionalità e mettono in discussione gli stereotipi di genere.

Il cibo, il consumo critico e i catering gestiti da categorie a rischio d’esclusione, come la Locanda dei Girasoli di Roma e la Locanda dei Buoni e Cattivi di Cagliari (che lavorano con persone diversamente abili) o Chi Rom e chi no.

Il Co-working: n altro dei leitmotiv che tornano nella mappatura: ne sono esempi Casa NETural Matera e l’open space per mamme e bambini creato a Roma dall’Alveare.

I Network: fondamentale il ruolo giocato dalle organizzazioni create attorno ad un network, come la rete di RENA, Impact Hub Network e IRIS Network.

I key players

E poi ci sono i “grandi nomi”, i players emersi dalla mappatura: Roberto Covolo (Ex-Fadda), Davide Agazzi (RENA), Dario Riccobono (AddioPizzotravel), Luciana delle Donne (Made in Carcere), Vincenzo Linarello (GOEL), Selene Biffi (Plain Ink), Alfonso Molina (Mondo Digitale), Riccarda Zezza, Andrea Bartoli (Farm Cultural), Lorenzo di Ciaccio (Pedius), Andrea Paoletti (Casa Netural Matera), Cristina Alga (Clac), Daniel Tarozzi (Italia che Cambia), Daniele Marrannano (Addiopizzo), Marco Tognetti (Lama Development Agency), Luigi Ciotti (Libera), Davide del Maso (Avanzi)

Il Confronto con l’Austria

Rispetto all’Austria, modello per il primo progetto di mappatura Ashoka, la ricerca ha evidenziato come il network italiano sia ancora in fase di consolidamento, basato su relazioni poco consolidate, su un numero piuttosto esiguo di relazioni triadiche e di gruppo e su raggruppamenti per regioni (non per settori come nel caso austriaco). Nonostante ci sia un’evidente presenza di risorse sociali, il network italiano è quindi poco sviluppato, basato su relazioni mutabili ed ancora privo di una sua propria identità. Si rende necessario, perciò, un collegamento tra esperti e imprenditori sociali, che porti al consolidamento delle relazioni intra e extra settoriali. E chi meglio di Ashoka, la cui caratteristica fondamentale risiede nell’importanza del network, potrà fungere da catalizzatore per lo sviluppo del sistema dell’innovazione sociale italiana?

Perché Ashoka può, deve, fare la differenza?

Perché è la più grande organizzazione al mondo che seleziona, forma e mette in rete imprenditori sociali, nei 5 continenti. Nata nel 1981 negli Stati Uniti, Ashoka è stata nominata la 17ma ONG più influente al mondo dal Global Journal [5]. Il suo potere risiede in una rete internazionale attiva da 34 anni in 84 paesi, basata sull’imprenditorialità collaborativa e sull’innovazione su larga scala, all’interno della quale operano oltre 3000 fellows(imprenditori sociali supportati economicamente e professionalmente dalla rete Ashoka). Le loro caratteristiche distintive sono imprenditorialità, creatività, innovazione, fibra etica e impatto; questi i punti forti che li portano nel 57% dei casi a cambiare le politiche nazionali nel proprio settore nei primi 5 anni dall’elezione, e nel 52% a cambiare codice di condotta, mission statement o le politiche d’inclusione delle aziende con cui lavorano.

Ashoka opera in tutto il mondo con metodologie simili, ma non vuole imporre un modello granitico e inflessibile; vuole, piuttosto, conoscere l’ecosistema dell’imprenditoria sociale per adattare la sua proposta alle esigenze locali.

Il progetto di mappatura è stato solo una delle attività di Ashoka Italia, impegnata ora nel progetto This Works! , che la porta in giro per l’Italia con una serie di eventi.

Volete darci una mano? Guardate come farlo!

Maggiori informazioni sul nostro sito. Scriveteci a italy@ashoka.org

Ringraziamo il nostro collaboratore Paul Molina per aver sviluppato la mappa interattiva degli innovatori sociali!



[1] Sud, Nordest, Lombardia, Centro(nord), Centro(sud), Nordovest, Centro (sud), estero. (La lombardia è stata lasciata come regione a parte dal momento che ospita ca un sesto della popolazione italiana.

[2] Dati Istat, gennaio 2015: http://www.istat.it/it/archivio/disoccupati

[3] Dati Istat, marzo 2015: http://www.istat.it/it/lavoro e http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/31/istat-disoccupazione-giovanile-sale-426/1552355/

[4] Dati Istat dall’ultimo censimento delle istituzioni no profit (2011): http://dati-censimentoindustriaeservizi.istat.it/

[5] Secondo il The Global Journal’s Top 100 NGOs ranking, 2013